Bulgur, cos’è e come cucinarlo

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Si fa fatica a distinguerlo dal cous cous, ma il bulgur è grano duro germogliato: i chicchi di frumento vengono cotti al vapore, fatti seccare e poi macinati. Oggi è facilmente reperibile anche al supermercato e nei negozi di alimentazione biologica; ne esistono diverse varietà che si distinguono solamente per il calibro dei grani ottenuti in lavorazione: quelle più fini si utilizzano per minestre e zuppe, mentre quelle più grandi (più simili al cous cous come resa in cottura) sono perfetti anche per insalate fredde o calde, polpette, burger vegetali e sformati.

Ecco più nello specifico che cos’è il bulgur e perché va introdotto nella nostra dieta, alternandolo al posto di pasta e cereali.

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Differenza tra cous cous e bulgur

Il bulgur ha le stesse proprietà del frumento integrale (non è, quindi, un cereale senza glutine) ed è un alimento ideale quando si segue anche un regime dietetico grazie al suo potere saziante, comune a tutti i cereali integrali.
Questa è anche la principale differenza fra il cous cous e il bulgur: quest’ultimo, infatti, è da ritenersi integrale, al contrario del primo che può anche trovarsi in questa forma ma che, solitamente, è trattato e quindi privo di crusca. Questo procedimento rende il bulgur un alimento ricco di fibre.

Da non dimenticare, infine, che il bulgur è molto facile da cuocere: si tratta infatti di un alimento precotto, perché la sua lavorazione prevede già un passaggio di cottura al vapore e la sua resa è ottima, perfetta anche per i pranzi fuori casa o per piatti da finger food.

Bulgur per le insalate

Per cucinare il bulgur basta cuocerlo in una quantità di acqua pari al doppio del suo volume per circa 15/20 minuti, fino a completo assorbimento. Condite a piacere come se doveste preparare un’insalata o un cereale come il riso.

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