Hai questi segni sulle mani? Attenzione, sono il sintomo di una malattia autoimmune molto seria

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Ne avete mai sentito parlare? Si chiama sclerodermia ed è una malattia autoimmune cronica che causa un ispessimento della pelle. In casi gravi questo ispessimento può colpire anche organi interni quali polmoni, reni e cuore. In tal caso si parla di sclerosi sistemica progressiva.
Questa malattia può comparire a qualsiasi età ma predilige, come tutte le malattie autoimmuni, la popolazione di sesso femminile, soprattutto in età fertile, con un rapporto 3-5:1 rispetto agli uomini. Fortunatamente non è così comune: attualmente in Italia ci sono circa 25.000 colpite da questa patologia.

Si tratta di una malattia che ha un rilevante impatto sulla vita delle persone che ne sono affette, non solo dal punto di vista fisico e psicologico: la sclerodermia, infatti, aumenta il rischio di mortalità specie quando ci sono complicanze in qualche organo.
La sclerodermia dunque è una malattia cronica e progressiva l’andamento della malattia non è uguale per tutti. In alcuni soggetti la sintomatologia può essere minore e avere un’intensità ridotta e la malattia può avere un andamento e benigno. Ma non è sempre così. Continua a leggere dopo la foto


Tra i sintomi più rilevanti, oltre al reflusso, è facile riscontrare il fenomeno di Raynaud. Di che si tratta? Di un’alterazione circolatoria causata da un’eccessiva risposta dell’organismo a stimoli ambientali esterni. A seguito di una contrazione delle arteriole presenti nelle estremità, si verifica una riduzione del flusso sanguigno che provoca pallore, cianosi e sensazione di freddo. Il fenomeno in questione si manifesta principalmente quando è freddo e può comportare serie complicazioni come lesioni o ulcere cutanee.

A seconda dello sviluppo della malattia, la si può distinguere in: localizzata o limitata, diffusa o sistemica. La prima si manifesta in zone ridotte della cute per esempio le mani o l’avambraccio. La sclerodermia diffusa o sistemica ha una progressione oltre l’avambraccio, ne sono colpiti più organi e progredisce più velocemente. Continua a leggere dopo la foto


Quando la malattia peggiora fino a coinvolgere organi interni, allora appaiono sintomi come le aritmie, le difficoltà respiratorie, forti bruciori di stomaco, dolori articolari, stipsi, a seconda dell’organo che viene colpito. Le cause della sclerodermia sono ancora sconosciute: si è pensato a determinati fattori ambientali scatenanti in soggetti già predisposti, come l’esposizione a tossine o solventi organici.

La diagnosi è piuttosto semplice soprattutto in presenza del fenomeno di Raynaud, delle tipiche manifestazioni sulla pelle e del coinvolgimento viscerale. Sono importanti gli esami del sangue e indagini strumentali mirate per riscontrare l’organo coinvolto e il danno in esso causato.
Mentre alcune complicazioni della malattia sono imprevedibili, altre possono essere controllate e trattate se diagnosticate tempestivamente. Ecco perché è importante la diagnosi preventiva con accertamenti che consentono di giungere a una diagnosi definitiva precisa. Continua a leggere dopo la foto

La capillaroscopia periungueale e il dosaggio di autoanticorpi, per esempio, sono accertamenti non invasivi che aiutano il medico reumatologo a impostare la terapia corretta volta a ridurre la possibilità di complicanze.

Ancora oggi non esiste una terapia per la cura definitiva della sclerodermia. Esistono però farmaci che ne possono ridurre i sintomi, che possono dare sollievo e rendere così più facile la vita del paziente. Il quale ha più autonomia sia nella vita lavorativa e non solo e dunque un aumentato benessere generale. Tra questi farmaci non si può non menzionare il cortisone che riduce le infiammazioni articolari, respiratorie e cutanee. Poi ci sono anche gli immunosoppressori, ma anche farmaci con azione antifibrotica, vasodilatatori, antiacidi e antiaritmici.

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