Detergente intimo, come scegliere il pH giusto per te

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Per anni abbiamo sentito dire che il detergente intimo “giusto” deve avere pH neutro. Poi si scopre che il celebre 5.5 non è neutro affatto il pH neutro è 7 — e che l’equilibrio vaginale non è fisso, ma varia durante il ciclo, in gravidanza e con la menopausa. A quel punto diventa chiaro che non si tratta di una trovata pubblicitaria, ma di un fatto biologico.

Quando si sceglie un detergente intimo, la vera questione è una: rispettare il pH vaginale, non inseguire uno slogan. Il valore 5.5 è leggermente acido ed è molto vicino al pH della pelle, ma non coincide con quello vaginale in età fertile. Per capire quale prodotto sia più adatto, bisogna prima comprendere come funziona questo equilibrio e perché cambia nel tempo.
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detergente intimo

Cos’è il pH e perché l’ambiente vaginale è acido

Il pH indica il livello di acidità o alcalinità di una sostanza su una scala da 0 a 14. Il valore 7 è neutro, sotto è acido, sopra è alcalino. Nelle donne in età fertile, il pH vaginale è naturalmente acido e si colloca in genere tra 3,8 e 4,5. Non è un dettaglio secondario, ma un sofisticato sistema di difesa. La mucosa vaginale, infatti, non è pelle: è un ecosistema complesso, popolato in prevalenza da lattobacilli che producono acido lattico. Questa acidità crea un ambiente ostile ai microrganismi patogeni e aiuta a mantenere stabile il microbiota. Numerose ricerche microbiologiche hanno dimostrato che quando il pH aumenta in modo persistente oltre i valori fisiologici, cresce il rischio di alterazioni dell’equilibrio batterico.

Il 5.5 può rappresentare una via di mezzo in alcune situazioni, ma non è una regola universale valida per ogni età o fase della vita. Il pH non è un numero immutabile: si modifica con gli ormoni, con l’età e con eventi fisiologici come ciclo mestruale e gravidanza. Ignorare questa variabilità significa semplificare eccessivamente un sistema molto più dinamico.

Quale pH scegliere per il detergente intimo?

In età fertile, dove il pH fisiologico è tra 3,8 e 4,5, il detergente dovrebbe essere compatibile con questo intervallo. Non serve inseguire la perfezione matematica, ma è importante che il prodotto sia coerente con l’ambiente naturale della mucosa.

Durante il ciclo mestruale, quando il pH aumenta temporaneamente per effetto del sangue, è consigliabile evitare detergenti alcalini che possano amplificare la variazione. In gravidanza, con un pH che resta acido intorno a 3,8–4,0, sono preferibili formulazioni particolarmente delicate e rispettose del microbiota. In menopausa, invece, un detergente meno acido può risultare più adatto alle nuove condizioni fisiologiche.

La conclusione è semplice ma spesso trascurata: non esiste un unico numero valido per tutte, in ogni momento della vita. Il corpo evolve, gli ormoni cambiano, l’ecosistema vaginale si adatta. Continuare a scegliere “come si è sempre fatto” significa ignorare questa evoluzione.

Leggere le etichette, comprendere cosa indica davvero il pH e adattare la scelta alla propria fase della vita è un gesto di consapevolezza. Perché l’igiene intima non dovrebbe essere guidata dalle abitudini o dal marketing, ma dalla fisiologia.

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