Avocado, come e perché farlo crescere in vaso: dal frutto alla pianta. Proprietà straordinarie

0
2
CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v80), quality = 82

Coltivare una pianta di avocado in vaso è una tendenza sempre più diffusa tra gli appassionati di giardinaggio urbano e tra chi non sa resistere al fascino del frutto verde più amato degli ultimi anni. Oltre a essere una presenza elegante e decorativa in casa, l’avocado può trasformarsi in una pianta ornamentale rigogliosa e, con un po’ di fortuna e tanta pazienza, persino regalare qualche frutto.

Oltre a essere gustoso e versatile in cucina, l’avocado è un concentrato di nutrienti preziosi. È ricco di grassi “buoni” che contribuiscono al mantenimento di normali livelli di colesterolo nel sangue se inseriti in una dieta equilibrata. Questo frutto contiene inoltre vitamina E, con azione antiossidante; vitamina K, importante per la coagulazione del sangue; vitamina C, utile per il sistema immunitario; potassio, che aiuta a regolare la pressione arteriosa; fibre, fondamentali per il benessere intestinale.
Leggi anche: Disgorganti fatti in casa: i rimedi più efficaci per liberare gli scarichi in modo naturale

avocado

Dove posizionare la pianta di avocado in vaso

La posizione è determinante per la salute della pianta. L’avocado ama temperature miti; luce intensa e ambienti riparati dal vento. Durante l’estate, se le temperature restano stabilmente sopra i 15°C, il vaso può essere sistemato su balconi e terrazzi, evitando però correnti fredde o raffiche forti. In inverno, invece, è essenziale spostarlo in casa o in una serra fredda, assicurandosi che la temperatura non scenda sotto i 4°C. La luce è un fattore chiave: servono almeno sei ore al giorno di illuminazione intensa. In ambienti poco luminosi, le lampade LED per la crescita possono fare la differenza, favorendo la fotosintesi e mantenendo le foglie verdi, lucide e sane.

Tieni presente che l’avocado cresce al meglio con temperature comprese tra 18°C e 29°C. Gli sbalzi termici e le correnti fredde possono rallentare lo sviluppo e indebolire la pianta.

Acqua, terreno e altri consigli utili

Uno degli errori più comuni è l’eccesso di irrigazione. L’avocado teme i ristagni idrici, che possono provocare marciume radicale. La regola pratica è semplice: annaffiare solo quando il primo centimetro di terreno risulta asciutto al tatto. In estate: ogni 4–7 giorni circa, in inverno molto meno frequentemente.

Per crescere vigoroso, l’avocado necessita di un substrato drenante e ricco di nutrienti. L’ideale è una miscela composta da terriccio universale, sabbia, perlite (il rinvaso va effettuato ogni 1-2 anni, scegliendo un contenitore leggermente più grande per consentire alle radici di espandersi).

Ora vediamo come coltivare l’avocado partendo dal seme. Occorrente: un seme di avocado maturo, pulito; 3 o 4 stuzzicadenti; un bicchiere o contenitore; acqua. Inserisci gli stuzzicadenti lungo la circonferenza del seme in modo che possa restare sospeso a metà nel contenitore. La parte inferiore deve essere immersa nell’acqua. Posiziona il tutto in un luogo luminoso.

La germinazione avviene in genere tra 2 e 6 settimane. Durante questo periodo occorre solo rabboccare l’acqua quando necessario. Osservare la spaccatura del seme e la comparsa delle prime radici è un piccolo spettacolo naturale che conquista grandi e bambini.

Quando il fusto raggiunge circa 6 cm di altezza, è consigliabile cimarlo leggermente per stimolare lo sviluppo di radici più forti e una chioma più compatta. Ripetendo l’operazione accorciando di qualche centimetro, si favorisce una crescita più robusta.

Con pazienza e attenzioni costanti, nel giro di poche settimane la pianta sarà pronta per essere trasferita nel vaso definitivo (di almeno 30 cm).

CONDIVIDI
Articolo precedenteDetergente intimo, come scegliere il pH giusto per te