
Il Regno Unito compie un passo decisivo verso una maggiore tutela degli animali acquatici. Con una misura destinata a fare scuola in Europa, il governo britannico ha annunciato lo stop alla bollitura di crostacei da vivi, riconoscendo ufficialmente la loro capacità di provare dolore. Una scelta che segna una svolta etica, scientifica e ambientale, salutata positivamente da associazioni animaliste e dal mondo green. Alla base del provvedimento c’è un crescente consenso scientifico: polpi, calamari, seppie, granchi, aragoste e astici sono esseri senzienti. Studi neuroscientifici dimostrano che questi animali possiedono un sistema nervoso complesso, in grado di elaborare stimoli dolorosi e stress prolungato.
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Addio alla bollitura da vivi: cosa cambia davvero
Il Regno Unito è tra i primi Paesi al mondo ad aver riconosciuto formalmente cefalopodi e decapodi come animali senzienti nella legislazione sul benessere animale, includendoli nella Animal Welfare (Sentience) Act. Da qui la conseguente revisione delle pratiche di macellazione, considerate ormai incompatibili con le evidenze scientifiche. La bollitura di crostacei da vivi e cefaloidi, pratica tradizionalmente utilizzata nella ristorazione e nell’industria alimentare, è da tempo oggetto di critiche. Secondo gli esperti, può causare sofferenze intense e prolungate, con tempi di morte che variano da diversi secondi a minuti.

Cosa cambia
Con le nuove linee guida, in UK sarà obbligatorio stordire efficacemente crostacei e cefalopodi prima della cottura, utilizzando metodi riconosciuti come meno dolorosi, tra cui:
– stordimento elettrico certificato;
– distruzione rapida dei gangli nervosi;
– tecniche meccaniche immediate.
Una trasformazione che impatterà soprattutto su ristoranti, pescherie e catene della grande distribuzione. La decisione britannica potrebbe diventare un precedente chiave anche per l’Unione Europea, dove il tema del benessere degli animali acquatici è ancora poco regolamentato rispetto a quello degli animali terrestri. In Italia e in molti altri Stati europei la bollitura da vivi è ancora consentita. Il caso UK riaccende il dibattito su una normativa più moderna, etica e coerente con le conoscenze scientifiche attuali.


