Succhi multivitaminici, l’ultimo studio è una strage: pesticidi e vitamine in eccesso. I peggiori

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Bere un bicchiere di succo multivitaminico al mattino viene spesso presentato come una scorciatoia per fare il pieno di salute. Un gesto semplice, veloce, apparentemente naturale. Ma non è proprio così che stanno le cose. A smontare questo mito è l’ultima indagine di Öko-Test, che ha analizzato 18 succhi multivitaminici venduti in Germania. Un dato che riguarda da vicino anche i consumatori italiani, visto che molti dei marchi testati sono presenti anche nel nostro mercato. Il risultato è tutt’altro che rassicurante: solo un prodotto ha ottenuto la valutazione “buono”, mentre molti altri sono stati penalizzati per vitamine aggiunte in quantità eccessive e residui di pesticidi.
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succhi di frutta

Il falso mito delle “più vitamine”

Scorrendo le etichette dei succhi multivitaminici si entra in una sorta di competizione numerica: otto, nove, dieci fino a undici vitamine aggiunte, come se l’accumulo fosse sinonimo automatico di benessere. Ma secondo l’Istituto Federale Tedesco per la Valutazione dei Rischi (BfR) esistono limiti massimi raccomandati per l’arricchimento vitaminico degli alimenti. E qui arriva il problema: nessuno dei succhi testati da Öko-Test rispetta tutte le raccomandazioni del BfR per le vitamine aggiunte. Particolarmente critica è la presenza di vitamina A, che il BfR sconsiglia di aggiungere agli alimenti. Un consumo eccessivo può infatti aumentare il rischio di malformazioni congenite e di danni al fegato. Nonostante ciò, diversi produttori continuano a inserirla nei loro succhi multivitaminici. Il test ha penalizzato anche i prodotti che superano determinate soglie per altre vitamine, tra cui:

  • Vitamina C oltre 16 mg per 100 ml
  • Vitamina B6 oltre 0,14 mg
  • Acido folico oltre 26 µg
  • Vitamina E oltre 2 mg

Un dato importante da ricordare: non tutte le vitamine sono innocue se assunte in eccesso. In alcuni casi, il sovradosaggio può avere effetti indesiderati, soprattutto se il consumo è quotidiano e prolungato.

succhi multivitaminici

Pesticidi nei succhi multivitaminici

Oltre al profilo nutrizionale discutibile, l’indagine di Öko-Test ha portato alla luce anche la presenza di pesticidi. In diversi campioni è stato rilevato Captan, un pesticida classificato come probabile cancerogeno, oppure uno dei suoi prodotti di degradazione. I livelli riscontrati non costituiscono un pericolo immediato per chi consuma il succo, ma Öko-Test ha comunque deciso di penalizzarne la presenza. Il motivo è chiaro: il Captan rappresenta un rischio concreto per lavoratori agricoli e comunità nei paesi di origine, che entrano in contatto diretto con la sostanza durante la coltivazione e la lavorazione della frutta. Ancora più frequente è la presenza di residui multipli di pesticidi, ovvero tracce di due o più principi attivi nello stesso prodotto. Gli effetti combinati di queste sostanze sull’organismo umano non sono ancora del tutto chiariti, ma studi recenti suggeriscono un possibile collegamento con patologie neurologiche, come il morbo di Parkinson.

conservare frutta e verdura fresca

I peggiori del test: attenzione al Rauch Happy Day Multivitamin

Sebbene la classifica finale abbia un valore relativo per il mercato italiano, vale la pena segnalare che tra i prodotti con le valutazioni più negative figura il Rauch Happy Day 100% Multivitamin. Il succo è venduto anche in Italia, anche se non è possibile stabilire con certezza che la formulazione sia identica a quella analizzata in Germania. Resta comunque un’indicazione utile per chi presta attenzione alla qualità dei prodotti industriali. Uno degli aspetti più sorprendenti del test riguarda la composizione reale dei succhi. Le confezioni parlano spesso di fino a 15 frutti diversi, evocando un mix ricco e variegato. In realtà, la base di molti prodotti è quasi sempre la stessa: succo di mela, che può arrivare fino all’80% del totale. Gli altri frutti, spesso quelli più “esotici” o percepiti come salutari, sono presenti in quantità minime, talvolta pari allo 0,1%. Una presenza più simbolica che nutrizionale.

Claim salutistici e pubblicità fuorviante

Non meno problematico è il fronte della comunicazione. Alcuni produttori utilizzano claim al limite della normativa, enfatizzando benefici che vanno oltre quanto consentito dalla legge europea. Un esempio: la dicitura ben visibile “Vitamina C per il sistema immunitario e il metabolismo energetico”, mentre la formulazione effettivamente autorizzata dall’UE – che la vitamina C contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario – compare solo in caratteri minuscoli. Altri marchi, invece, mettono in evidenza caratteristiche ovvie come l’assenza di zuccheri aggiunti, che in molti casi non è altro che il rispetto di un obbligo di legge.

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