Alimentazione nei bambini: quanto è sicura quella a cui ci affidiamo?

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Molte mamme e molti papà, spesso e volentieri non fanno che chiedersi altro: «I cibi che propiniamo ai nostri figli sono o non sono sicuri?». L’Anses, Agenzia Francese per la Sicurezza Alimentare, ha provato a fornire una risposta; una risposta che è chiara e dai tratti sicuramente positivi: sei anni di indagine e 670 sostanze monitorate hanno portato l’Anses ad affermare che sì, i cibi che diamo in pasto ai nostri figli sono assolutamente sicuri.

In particolare, i risultati del monitoraggio Anses affermano che il 90% delle sostanze hanno un livello di esibizione e di rischio considerato accettabile, il che significa che a livello industriale, domestico e ambientale, i cibi che portiamo all’attenzione dei più piccoli vengono trattati in una maniera assolutamente non pericolosa per la salute umana.

Ciò non significa però che i genitori possano abbassare la guardia. Infatti, le analisi dell’Anses hanno anche rilevato come nel latte in polvere, negli omogeneizzati e nei biscotti vi siano nove sostanze alle quali molti bambini presentano un’esposizione tossicologica. Occhio anche al riso e ai cereali a base di riso, ma anche a omogeneizzati di pesce e verdure, i quali spesso e volentieri finiscono preda dei metalli pesanti. Acque potabili e minerali, poi, sono generalmente innocue, ma bisogna sempre tenere conto del fatto che le acque possono essere un vettore dell’arsenico.

Per scongiurare ogni rischio ed assicurare una dieta bilanciata e benefica, quello che i genitori devono fare è variare il più possibile l’alimentazione dei loro bambini, avendo cura di limitare il pesce a due porzioni settimanali e ad utilizzare solo acque in bottiglia.

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