Covid19, gli errori comuni che commettiamo ogni giorno

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A distanza di un anno dall’inizio della pandemia, i numeri riguardanti i contagi in tutto il mondo restano parecchio alti, nonostante i vaccini stiano ormai ‘prendendo piede’ in buona parte dei paesi industrializzati. A tal proposito, gli esperti riferiscono che vi sono tutt’oggi alcuni errori che commettiamo quotidianamente, i quali peggiorano la situazione generale e incidono negativamente sulla risalita dei contagi, anche se all’apparenza sembrano gesti innocui. 

Chiaramente lo ‘stare attenti’ è una reazione psicologica difficile da mantenere nel caso ci si trovi a parlare per strada con un vecchio amico, tuttavia, come riporta previdir.it, “ragazzi e giovani adulti non riescono a evitare completamente la socialità nutrendo l’illusione che frequentarsi tra persone “non a rischio di malattia grave” possa preservare anche le loro famiglie. Se si vive in casa con genitori o nonni e si continua a frequentare gruppi di amici non si è mai al sicuro”. Inoltre, stare all’aperto non significa essere al sicuro, specie quando siamo in posti pubblici o quando si fa una fila, indossare (facendolo correttamente) la propria mascherina, diminuisce le possibilità di inalare e distribuire le particelle virali che trasportano il virus. 

Il fatto che si ‘prediligano’ alcune precauzioni ad altre, non significa che si debba fare ciò che si vuole e a tal proposito, il noto sito huffingtonpost.it riporta: “trasgredire una norma anti contagio non deve portarci a trasgredirle tutte. Se in un caso il fatto di essere venuto meno agli obblighi può non aver comportato pericolo, non è detto che la volta successiva saremo altrettanto fortunati. Non vale il “tutto o niente”, il “tanto ormai l’ho fatto già una volta”. In fine, il fatto che si sia già stati infettati dal virus non preclude il fatto che si possa esser contagiati una seconda volta, difatti, molte persone, anche in Italia, sono risultate positive per due volte, per tanto, l’esser cauti e attenti dev’essere un dogma, per chiunque.