
Quando si parla di Sanremo città dei fiori, non si cita soltanto uno slogan turistico, ma una vera identità culturale ed economica. La località ligure, affacciata sul Mar Ligure e conosciuta in tutto il mondo per il Festival della Canzone Italiana, deve gran parte del suo fascino proprio alla floricoltura. Ma da dove nasce questo mito? E qual è il legame tra i fiori, il Festival e il Teatro Ariston? Scopriamolo.
Sanremo è diventata celebre come città dei fiori tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Il suo microclima mite, protetto dalle Alpi Marittime e accarezzato dalle brezze marine, ha creato le condizioni perfette per la coltivazione di specie ornamentali di altissima qualità. Qui prosperano rose, garofani, ranuncoli, anemoni, mimose e orchidee. Nel tempo, la produzione floricola è diventata uno dei motori economici del Ponente ligure. I fiori di Sanremo, Ospedaletti e la Riviera dei Fiori vengono esportati in tutta Europa, contribuendo alla fama internazionale del territorio.
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Il legame tra i fiori e il Festival di Sanremo
Il connubio tra musica e fiori si consolida definitivamente nel 1951, con la nascita del Festival di Sanremo. Fin dalla prima edizione, l’evento diventa una vetrina non solo musicale ma anche estetica. I fiori sono protagonisti in vari modi: decorano il palco, vengono donati agli artisti, impreziosiscono scenografie e platea, diventano insomma il simbolo televisivo del Festival.
L’immagine iconica della cantante che riceve un mazzo di fiori dopo l’esibizione è entrata nell’immaginario collettivo italiano. La floricoltura locale, così, trova nel Festival una cassa di risonanza mediatica straordinaria.

Qual è il segreto dei fiori di Sanremo?
Il segreto non è uno solo, ma un insieme di elementi: terreno drenante e ricco di minerali, serre tecnologicamente avanzate, coltivazioni protette ma ancora artigianali, esperienza tramandata di generazione in generazione.
Molte aziende locali lavorano su cicli di produzione attentamente pianificati, così da garantire fioriture perfette proprio nei periodi di maggiore richiesta, come la settimana del Festival o le festività primaverili.
La cura manuale resta fondamentale: potatura, irrigazione calibrata, controllo dell’umidità e attenzione alla luce sono dettagli che fanno la differenza tra un fiore ordinario e uno destinato ai riflettori dell’Ariston.


