La regola 10-1: tante ore seduto? Ecco il trucco per non farsi rovinare dalla sedia e salvare la salute

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Fai lavoro d’ufficio? Studi molto? Passi molto tempo seduto? Non lo sai, ma ti stai rovinando la salute. Alzarsi regolarmente dalla sedia non è un vezzo da salutisti ossessivi né un consiglio da nonni iperattivi. È una delle indicazioni più semplici e, allo stesso tempo, più efficaci che la ricerca scientifica moderna associa alla prevenzione di diabete, patologie cardiovascolari, deterioramento cognitivo e perfino mortalità precoce. E no, la corsa serale o l’ora in palestra non bastano a compensare una giornata intera trascorsa immobili davanti a uno schermo. La sedentarietà ha un impatto nocivo tutto suo, indipendente dall’attività fisica. E più gli studi si accumulano, più emerge una verità scomoda: stare seduti troppo a lungo è uno dei fattori di rischio più sottovalutati del nostro tempo. E allora ecco in nostro soccorso la regola 10-1. Come funziona?
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regola 10-1

La regola 10-1, una valorosa alleata

Fare sport resta essenziale, ma non è un antidoto magico. Se il resto della giornata è dominato dall’immobilità, il danno non viene cancellato: si accumula. Il punto centrale è questo: l’attività fisica non annulla gli effetti della sedentarietà, mentre la sedentarietà può ridurre in modo significativo i benefici dell’esercizio. È in questo contesto che acquista valore la regola 10-1, cioè: 10 minuti ogni ora. Resa celebre da James Levine, endocrinologo della Mayo Clinic, tra i primi a parlare apertamente di “malattia dello stare seduti”. Interrompere frequentemente la posizione seduta migliora il controllo della glicemia, riduce l’infiammazione, protegge il sistema cardiovascolare e abbassa il rischio metabolico anche nelle persone fisicamente attive. La sedentarietà è stata associata ad almeno 34 condizioni patologiche, dal diabete all’ictus, dal cancro alle cardiopatie, con effetti paragonabili – per gravità – a quelli del fumo.

Cosa fare

La forza di questa regola sta nella sua accessibilità. Non richiede allenamenti, non impone sudore, non pretende performance. Chiede solo di interrompere l’immobilità. Bastano pochi minuti in piedi, una breve camminata, anche sul posto, per riattivare i meccanismi metabolici, migliorare il flusso sanguigno e inviare al corpo un segnale chiaro: non sei in modalità ibernazione. Studenti, impiegati, freelance, autisti, lavoratori digitali: la sedentarietà non è più un problema legato all’età, ma una conseguenza diretta dello stile di vita contemporaneo. Muoversi dieci minuti ogni ora non significa fare ginnastica. Significa alzarsi. Fare qualche passo in casa, sistemare qualcosa, salire una rampa di scale, camminare mentre si parla al telefono, affacciarsi all’esterno, muoversi sul posto. In fondo è un gesto minimo: alzarsi, fare due passi, sedersi di nuovo. Ripetere. Ma è uno di quei gesti che, nel tempo, fanno la differenza tra una vita passata seduti e una vita semplicemente più vitale.