
Vi è mai capitato di aprire gli occhi al mattino con la sensazione di non aver riposato davvero, anche dopo una notte apparentemente lunga? Il punto non è solo quante ore passiamo sotto le coperte, ma come dormiamo. Il vero alleato del risveglio energico è la qualità del sonno, in particolare il rispetto dei suoi cicli naturali: da qui nasce il cosiddetto metodo dei 90 minuti. Secondo la scienza del sonno, infatti, il nostro riposo non è continuo e uniforme, ma organizzato in fasi che si ripetono a intervalli regolari, ciascuna con un ruolo ben preciso. Ogni ciclo dura in media circa un’ora e mezza e termina in una fase più leggera, ideale per il risveglio. Sincronizzarsi con questi ritmi può fare la differenza tra alzarsi intontiti o sentirsi davvero lucidi e vitali. Ma come funziona?
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Il metodo 90 minuti
Non si tratta di una formula miracolosa né dell’ennesima tendenza legata al benessere: il metodo 90 minuti si basa su meccanismi fisiologici reali, studiati da anni. Il sonno attraversa progressivamente una fase iniziale più superficiale, una più profonda e infine la fase REM, quella in cui sogniamo e il cervello rielabora le informazioni. Questa sequenza si ripete più volte nel corso della notte. Imparare a rispettarla aiuta non solo a stabilire l’orario giusto per andare a dormire, ma soprattutto a svegliarsi nel momento più favorevole. Quando la sveglia interrompe bruscamente un ciclo, soprattutto durante il sonno profondo, il risveglio può essere difficile. È in questi casi che si sperimenta la cosiddetta inerzia del sonno, quella sensazione di stanchezza, disorientamento e lentezza mentale che può durare anche diverse decine di minuti.

Come mettere in pratica il metodo 90 minuti ogni giorno
Il principio del metodo 90 minuti è semplice: svegliarsi alla fine di un ciclo, quando il sonno è più leggero. In questo modo il cervello è già più attivo e il corpo pronto a rimettersi in movimento, rendendo il risveglio più naturale e meno traumatico. Applicare questo approccio non è complicato, ma richiede un minimo di organizzazione. Il primo passo è stabilire l’orario in cui desiderate svegliarvi e calcolare a ritroso i cicli di sonno. Facciamo un esempio pratico: se vi addormentate intorno alle 23:00, i possibili risvegli ideali sarebbero:
dopo un ciclo (90 minuti): 00:30
dopo tre cicli (4 ore e mezza): 03:30
dopo quattro cicli (6 ore): 05:00
dopo cinque cicli (7 ore e mezza): 06:30
E buon sonno!


