
Con l’arrivo dell’autunno cambiano le temperature, diminuiscono le ore di luce e tornano sulla tavola piatti più caldi e sostanziosi. In questo periodo alcune persone notano anche un cambiamento dell’appetito: aumenta la fame oppure cresce soprattutto la voglia di pane, pasta, dolci e altri alimenti particolarmente gratificanti.
Non è necessariamente soltanto una questione di abitudini. Alcune ricerche suggeriscono che temperatura, esposizione alla luce, attività fisica e stato emotivo possano contribuire alle variazioni stagionali dell’assunzione di cibo. Questo non significa, però, che in autunno il corpo abbia automaticamente bisogno di molte più calorie.
Il freddo può influenzare l’appetito
La temperatura ambientale è uno dei fattori studiati in relazione alla quantità di cibo che consumiamo. Una revisione scientifica sulle variazioni stagionali dell’apporto energetico evidenzia che l’esposizione a temperature più basse può essere associata, in determinate condizioni, a un maggiore apporto alimentare.
L’effetto non è però identico per tutti e gli studi disponibili mostrano risultati non sempre uniformi. Stile di vita, clima, attività fisica e abitudini culturali possono fare una notevole differenza.
Meno luce e più voglia di comfort food
In autunno trascorriamo generalmente più tempo negli ambienti chiusi e le giornate diventano progressivamente più corte. I cambiamenti stagionali possono influenzare anche l’umore e, indirettamente, il comportamento alimentare.
Quando siamo stanchi, stressati o semplicemente alla ricerca di qualcosa di gratificante può diventare più facile scegliere alimenti ricchi di zuccheri o grassi. È importante quindi distinguere il vero appetito dalla ricerca di cibo legata alle emozioni. Può essere utile approfondire la differenza tra fame fisica e fame emotiva.

Attenzione agli alimenti molto calorici
Zuppe, minestre, legumi, cereali e verdure cotte sono perfettamente compatibili con un’alimentazione equilibrata. Il problema può nascere quando la maggiore fame viene soddisfatta soprattutto attraverso snack, dolci, prodotti da forno e alimenti ultra-processati.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una dieta sana dovrebbe basarsi principalmente su alimenti poco o minimamente trasformati e comprendere frutta, verdura, legumi, cereali integrali e fonti proteiche adeguate, limitando invece gli alimenti ricchi di zuccheri liberi, sale e grassi poco salutari.
Imparare a riconoscere gli alimenti ultra-processati può quindi essere particolarmente utile quando aumenta la tentazione di ricorrere a snack pronti e comfort food.
Come gestire la fame autunnale
Non è necessario combattere l’appetito né iniziare diete drastiche. Meglio costruire pasti completi, inserendo una fonte di proteine, verdure, cereali preferibilmente integrali e una quantità adeguata di grassi di buona qualità. Anche le fibre contribuiscono alla sazietà: frutta, verdura, legumi e cereali integrali permettono di aumentarne facilmente l’apporto.
Infine, è utile mantenere una buona attività fisica e prestare attenzione al sonno. Se la fame compare soprattutto nei momenti di noia, stress o stanchezza, fermarsi qualche minuto per capire se si tratta davvero di appetito può aiutare a evitare spuntini automatici.
L’autunno, quindi, non deve necessariamente significare mangiare di più. Ascoltare i segnali del corpo e scegliere alimenti nutrienti e sazianti permette di assecondare il naturale cambiamento delle abitudini stagionali senza trasformarlo in un eccesso di calorie.
