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Come riconoscere gli alimenti ultra-processati

alimenti ultra-processati

Negli ultimi anni gli alimenti ultra-processati sono finiti al centro dell’attenzione di medici e nutrizionisti. Non tutti i cibi confezionati, però, appartengono a questa categoria. Imparare a riconoscerli può aiutare a fare scelte più consapevoli e a seguire un’alimentazione più equilibrata.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), una dieta ricca di alimenti freschi e poco lavorati contribuisce a ridurre il rischio di numerose malattie croniche.

Cosa sono gli alimenti ultra-processati?

La classificazione NOVA, sviluppata dall’Università di San Paolo, definisce gli alimenti ultra-processati come prodotti industriali ottenuti attraverso numerosi processi produttivi e contenenti ingredienti che normalmente non vengono utilizzati nella cucina domestica.

Tra questi si trovano spesso:

  • aromi artificiali o naturali;
  • emulsionanti;
  • coloranti;
  • dolcificanti;
  • esaltatori di sapidità;
  • conservanti.

Lo scopo è migliorare gusto, consistenza, durata e praticità del prodotto.

Come riconoscerli leggendo l’etichetta

L’etichetta è il primo strumento a disposizione del consumatore.

Un alimento è probabilmente ultra-processato quando presenta:

  • una lista molto lunga di ingredienti;
  • ingredienti con nomi poco familiari;
  • numerosi additivi identificati anche con sigle;
  • aromi, emulsionanti o addensanti.

Al contrario, prodotti con pochi ingredienti semplici sono generalmente meno processati.

alimenti ultra-processati

Alcuni esempi

Fanno spesso parte degli alimenti ultra-processati:

  • merendine confezionate;
  • snack salati;
  • cereali molto zuccherati;
  • bevande zuccherate;
  • piatti pronti;
  • noodles istantanei;
  • biscotti industriali;
  • alcuni salumi e wurstel.

Non bisogna invece confondere gli alimenti confezionati con quelli ultra-processati. Una passata di pomodoro composta solo da pomodoro e sale, i legumi in barattolo o il tonno al naturale sono esempi di alimenti trasformati ma non necessariamente ultra-processati.

Perché è consigliabile limitarli?

Diversi studi pubblicati su The BMJ hanno osservato un’associazione tra un elevato consumo di alimenti ultra-processati e un maggiore rischio di obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.

Questo non significa che un singolo alimento faccia male, ma che una dieta basata prevalentemente su questi prodotti può risultare povera di fibre e nutrienti e ricca di zuccheri, grassi poco salutari e sale.

Per approfondire il ruolo degli zuccheri nella dieta, puoi leggere anche Cosa succede al corpo quando riduci gli zuccheri aggiunti.

alimenti ultra-processati

Come ridurne il consumo

Non è necessario eliminarli completamente. L’importante è che rappresentino un’eccezione e non la base dell’alimentazione quotidiana.

Può essere utile:

  • preferire frutta e verdura fresche;
  • scegliere prodotti con pochi ingredienti;
  • cucinare più spesso in casa;
  • leggere sempre le etichette;
  • limitare bevande zuccherate e snack industriali.

Anche mangiare con calma favorisce una maggiore consapevolezza durante i pasti. Per approfondire puoi leggere Perché mangiare lentamente aiuta la salute.

In conclusione

Gli alimenti ultra-processati non devono essere demonizzati, ma è importante consumarli con moderazione. Leggere l’etichetta, scegliere ingredienti semplici e privilegiare alimenti freschi sono abitudini che possono fare la differenza nel lungo periodo.

Una dieta varia ed equilibrata resta il modo migliore per prendersi cura della propria salute.