Tumore alle ovaie, ecco quali sono i sintomi da tenere d’occhio

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Il tumore dell’ovaio o carcinoma ovarico, è una neoplasia maligna che scaturisce dal mancato controllo, quindi dall’eccessiva proliferazione, di una o più delle cellule costituenti il tessuto dell’organo riproduttivo. Secondo quanto scritto sul sito fondazioneserono.org, questa malattia “rappresenta la quinta causa di morte per cancro nelle donne in Italia”, perciò, si può facilmente capire come questa sia una grave patologia da non sottovalutare. In genere, tra i fattori di rischio per il tumore alle ovaie bisogna considerare per lo più l’età, difatti, nella maggior parte dei casi viene identificata dopo il periodo di menopausa, tra i 50 ed i 70 anni. Ad ogni modo, sebbene le cause e i principali sintomi siano ben noti in ambito medico, viceversa, nelle fasi iniziali, questa malattia non presenta sintomi chiari e facilmente comprensibili, perciò, è bene imparare a conoscere quali possano essere i segnali che il nostro corpo ci manda, nel caso qualcosa non vada. 

Innanzitutto è bene sapere che le aspettative di vita aumentano nel caso si riesca ad effettuare una diagnosi precoce della malattia, difatti, se diagnosticato nel suo stadio iniziale, il tumore può esser rimosso con successo, mentre, una volta superati i 5 anni dall’inizio del suo manifestarsi, sopravvive nel 90% dei casi. Inoltre, “va ricordato, comunque, che l’esistenza in famiglia di tumori dell’ovaio può essere un fattore di rischio rispetto alla popolazione generale; non vi è però alcuna certezza che il tumore si sviluppi in tutte le donne imparentate” come riporta airc.it

Detto ciò, i sintomi iniziali più diffusi (seppur ‘vaghi’) della malattia comprendono: sensazione di sazietà anche a stomaco vuoto, fitte addominali, stitichezza o diarrea e frequente bisogno di urinare, oltre che un gonfiore persistente e anomalo all’addome. A tal proposito, “i disturbi indicati sono vaghi – aspecifici, come dicono i medici – cioè sono molto frequenti e diffusi e non conducono, di per sé, ad alcuna diagnosi certa. Per questo gli estensori del nuovo criterio diagnostico invitano alla cautela e confidano nella capacità delle donne di ascoltare il proprio corpo: sapranno loro quando qualcosa veramente non va” come suggerito dal sito partecipasalute.it. E’ bene quindi, nel caso si sia constatato uno o più di questi disturbi e si abbia il dubbio, rivolgersi immediatamente al proprio medico, il quale saprà senz’altro indicare quali possano esser le migliori analisi da effettuare e di conseguenza, gli adeguati trattamenti. 

Ad ogni modo, in termini di prevenzione, seguire una dieta priva di acidi grassi ed evitare di mangiare cibo ‘spazzatura’ è il miglior modo per scongiurare il rischio di contrarre tale patologia. Inoltre, un corretto stile di vita, quindi praticare dell’attività fisica e dormire bene, oltre che una visita annuale dal ginecologo, sono entrambe buone abitudini da tenere in considerazione per ridurre drasticamente il rischio di ammalarsi.