

Il freddo che si insinua sotto porte e finestre non è soltanto un disagio invernale: è una dispersione invisibile di energia che rende la casa meno accogliente e fa lievitare i consumi. Eppure, per contrastarlo, non servono interventi costosi né prodotti industriali. Spesso la risposta è già tra le pieghe del nostro guardaroba, in quei maglioni ormai infeltriti che non indossiamo più ma che continuiamo a conservare “perché potrebbero servire”. Recuperarli e dare loro una seconda vita ha qualcosa di profondamente simbolico: è un piccolo atto di resistenza allo spreco e, allo stesso tempo, un modo concreto per migliorare il comfort domestico. Con un minimo di manualità e senza bisogno di ago e filo, un vecchio capo può trasformarsi in un paraspifferi fai-da-te capace di rendere più calde le serate in casa e più leggere le bollette. Vediamo come fare.
Leggi anche: Insonnia? Metti una pianta di lavanda sul comodino e addio problemi. Ecco perché

Dal maglione al paraspifferi: un’idea semplice e intelligente
L’obiettivo è realizzare un cilindro compatto e abbastanza pesante da aderire bene al pavimento, creando una barriera contro l’aria fredda. Nulla di complicato. Si parte scegliendo un maglione ancora robusto, meglio se in lana spessa. Le maniche, spesso sottovalutate, sono l’elemento chiave: la loro forma tubolare le rende perfette per accogliere l’imbottitura. Una volta tagliate all’altezza dell’ascella, possono essere unite infilando un’estremità nell’altra, creando un tubo più lungo e continuo. La naturale elasticità del tessuto fa il resto, evitando qualsiasi necessità di cucire. Per riempirlo, la scelta è ampia e creativa: riso o legumi secchi per dare peso, vecchie imbottiture di cuscini, ritagli di stoffa, calze spaiate. Ogni materiale contribuisce a rendere il paraspifferi stabile e funzionale. L’importante è procedere con calma, distribuendo bene il contenuto per ottenere una forma uniforme e bilanciata.

Piccoli gesti, grande impatto
Quando la lunghezza è quella giusta, basta chiudere le estremità con un nodo, un elastico resistente o una fascetta decorativa. Il risultato è un oggetto semplice ma curato, che può persino diventare un elemento d’arredo discreto e coerente con lo stile della casa. In questo modo riduci gli sprechi, migliori l’efficienza energetica e ci restituisce il piacere di saper fare con le nostre mani. È un gesto quotidiano che unisce praticità e consapevolezza, ricordandoci che la sostenibilità non è fatta solo di grandi scelte, ma anche di soluzioni domestiche intelligenti.


