
Respirare è un gesto automatico al quale raramente prestiamo attenzione. Eppure, il modo in cui introduciamo l’aria nell’organismo può fare una certa differenza. Quando non ci sono problemi che ostacolano il passaggio dell’aria, il naso rappresenta infatti la via naturale e preferenziale della respirazione.
Capita naturalmente di respirare con la bocca durante uno sforzo intenso oppure quando il naso è chiuso a causa di raffreddore o allergie. Se però la respirazione orale diventa abituale, anche durante il riposo o il sonno, può favorire secchezza della bocca e della gola e, in alcuni casi, essere il segnale di un problema che merita attenzione.
Il naso prepara l’aria prima che arrivi ai polmoni
Una delle principali differenze tra respirazione nasale e orale riguarda il trattamento dell’aria inspirata. Il naso non è semplicemente un passaggio: contribuisce a filtrare, riscaldare e umidificare l’aria prima che raggiunga le vie respiratorie inferiori.
Muco, peli nasali e strutture presenti nelle cavità nasali aiutano a trattenere parte delle particelle presenti nell’aria. Inoltre, l’aria fredda e secca viene riscaldata e arricchita di umidità durante il passaggio attraverso il naso. È un meccanismo particolarmente utile nei mesi freddi o quando si trascorre molto tempo in ambienti con aria condizionata.
Il ruolo dell’ossido nitrico
La respirazione nasale permette inoltre all’aria di entrare in contatto con l’ossido nitrico prodotto nelle cavità nasali e nei seni paranasali. Questa sostanza svolge diverse funzioni fisiologiche ed è coinvolta, tra l’altro, nella regolazione dei vasi sanguigni.
Come spiegato dalla Cleveland Clinic, respirare attraverso il naso consente di beneficiare di questo meccanismo naturale, oltre alle funzioni di filtrazione e umidificazione dell’aria.
Meno secchezza per bocca e gola
Quando si respira prevalentemente con la bocca, il continuo passaggio dell’aria può asciugare le mucose. Per questo chi dorme con la bocca aperta può svegliarsi con bocca secca, gola irritata o alito cattivo.
La saliva svolge inoltre un’importante funzione protettiva nei confronti di denti e gengive. Una bocca eccessivamente secca può creare condizioni meno favorevoli alla salute orale. Prendersi cura della respirazione può quindi affiancarsi alle normali abitudini per la salute di denti e bocca.

Respirare dal naso può favorire una respirazione più controllata
Il passaggio dell’aria attraverso le cavità nasali offre una maggiore resistenza rispetto alla bocca e può contribuire a rendere il respiro più lento e controllato. Non a caso molte tecniche di rilassamento, meditazione e yoga prestano particolare attenzione alla respirazione nasale. Anche alcune pratiche di yoga e rilassamento utilizzano consapevolmente il respiro per favorire calma e concentrazione.
Quando la respirazione con la bocca non va ignorata
Respirare occasionalmente con la bocca non è necessariamente un problema. Se però accade continuamente, soprattutto durante il sonno, è utile cercarne la causa. Secondo la Cleveland Clinic, tra le possibili ragioni ci sono congestione nasale cronica, allergie, deviazione del setto, polipi nasali e altri disturbi che rendono difficile il passaggio dell’aria attraverso il naso.
Russamento frequente, bocca molto secca al risveglio, sonno poco riposante o difficoltà persistente a respirare dal naso meritano quindi un confronto con il medico. È inoltre sconsigliabile cercare di forzare la respirazione nasale, per esempio chiudendo la bocca con del nastro durante il sonno, senza aver prima escluso eventuali ostruzioni delle vie respiratorie.
Quando il naso è libero, abituarsi a respirare naturalmente attraverso di esso significa sfruttare un sistema già progettato dall’organismo per filtrare, riscaldare e umidificare l’aria prima che raggiunga i polmoni: un piccolo gesto automatico che contribuisce ogni giorno al benessere delle vie respiratorie.
