La frutta gonfia la pancia? Ecco quale preferire e quando mangiarla

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frutta per sgonfiare la pancia

Non se ne può fare a meno: la frutta occupa un posto fondamentale in un’alimentazione sana ed equilibrata, perché ricca di sali minerali, vitamine, fibre, acqua, zuccheri, e tutto ciò che occorre all’organismo per funzionare al meglio.

Soprattutto in estate il suo consumo è indispensabile per mantenere elevati i livelli di idratazione del corpo. Ma, come ogni cosa, inutile ripeterselo, la frutta ci fa gonfiare la pancia. Tutta la frutta? Non proprio, alcuni frutti più di altri, e poi dipende anche dal momento della giornata in cui la si consuma e dalla modalità.
Ecco alcuni consigli utili per scegliere quale frutta mangiare e quando.

frutta secca

Perché la frutta ci gonfia la pancia

Per evitare gonfiori addominali, bisogna mangiare quei cibi che non restino a lungo nel tratto gastrointestinale. Infatti, la fermentazione dei cibi può provocare un accumulo di gas che, insieme a un maggior afflusso di acqua, causano una distensione dell’intestino.

Frutta che fermenta

Nello schema FODMAP, la frutta che più fermenta nello stomaco è: pera, pesca, mango contenenti fruttosio, ciliegie e susine ricche di polioli, cachi e prugne, albicocche, fichi, lamponi, more, ribes. Evitare, in generale, la frutta troppo matura e quella essiccata, come uvetta, albicocche e mele essiccate, poiché ricche di zuccheri che poi fermentano nello stomaco accentuando il gonfiore addominale.

Frutta che non gonfia la pancia

Ovviamente, il discorso è sempre soggettivo, ma ci sono frutti che più di altri tendono a non fermentare nello stomaco e sono: mela, melone, kiwi, agrumi e pompelmo, mirtilli, ananas, uva.

pancia piatta

Quando mangiare la frutta

Il momento ideale per mangiare la frutta è comunque la colazione (e gli spuntini).

A colazione perché, mangiata a stomaco vuoto, favorisce l’assimilazione dei suoi componenti (minerali e vitamine) e poi dà la giusta carica energetica grazie al fruttosio, mentre l’acqua contenuta aiuta a reidratare l’organismo.

Stesso discorso per gli spuntini di metà mattina e pomeriggio: lo stomaco vuoto favorisce l’assimilazione e riduce la fermentazione, e inoltre mangiare frutta in questi momenti riempie lo stomaco consentendo di arrivare a pranzo o a cena meno affamati.

Lontano dai pasti sarebbe meglio, perché se invece la mangiamo subito dopo, questo significa digerirla più lentamente favorendo fermentazione.
È pur vero che la frutta, ricca di fibre, riduce l’assorbimento dei grassi e favorisce l’assorbimento del ferro, quindi può essere utile consumarla a fine pasto se non si hanno particolari problemi, magari con moderazione. Ad esempio la mela è ottima perché facile da digerire.

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