La lista di 5 cibi crudi che amiamo d’estate e che possono fare male alla salute

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D’estate più che d’inverno infezioni e intossicazioni alimentari sono sempre dietro l’angolo: perché? Perché il caldo è un fattore patogeno per gli alimenti e perché aumentiamo la quantità di cibi non cotti, proprio in virtù del caldo, infatti, desideriamo cose fresche e poco elaborate. Occhio però ai cibi che, se non conservati perfettamente, proprio in presenza di caldo, possono risultare particolarmente pericolosi.

  1. Latte
  2. Formaggi freschi a base di latte crudo
  3. Uova crude o poco cotte
  4. Carne macinata cruda o poco cotta
  5. Ostriche

1.Rischio listeria nel latte e formaggi

Nella classifica redatta, il latte crudo occupa il primo posto. Gli agenti patogeni riscontrati sono E.coli 0157: H7, campylobacter, salmonella e listeria. Ma è difficile che ci imbattiamo in latte crudo, al giorno d’oggi. Più frequente invece sceglier un formaggio fresco che nasconde tuttavia le stesse insidie.

2. Pericolo uova

Qui bisogna sfatare un mito: quello sul bere un uovo a colazione per fare scorta di proteine. Bene, è vero che le uova contengono una grande quantità di proteine, ma c’è un dato che in molti dovrebbero conoscere: quelle proteine sono assorbite dal nostro corpo al 90% quando l’uovo è cotto, ma solamente al 50% quando l’uovo è crudo. Quindi, come dire, se si è deciso di ingerire uova crude per aumentare l’apporto proteico giornaliero c’è da rifare i conti (e mettere sul fuoco una padella, che non costa nulla: ci vogliono pochi minuti).

3.Tartare di carne

E’ buonissimo e solitamente, nei ristoranti in cui la preparano, parliamo sempre di eccellenze. Sappiate però che la carne cruda è una delle prime cause di avvelenamento alimentare al mondo. occhio a dove la comprate o la mangiate

4. Le ostriche? Chiedete dove sono raccolte

Una delle maggiori infezioni provocate dal consumo di questo mollusco a crudo o poco cotto (generalmente consumato come antipasto generalmente) è la Vibriosi. Tossinfezione alimentare sostenuta da ceppi diversi della specie Vibrio spp. che non sono altro che batteri normalmente presenti nelle acque costiere di tutto il mondo, soprattutto se lagunari o salmastre. Certamente non solo questa è l’insidia maggiore, infatti, non dimentichiamo il norovirus che, ultimamente, è stato riscontrato abbiano creato non pochi problemi nelle ostriche francesi. L’unica è verificare i luoghi di raccolta che vengono identificati sulla base della qualità delle acque e così distinte:

  • ZONA A: che ha elevanti standard biologici, con acque sicure e pulite, dove il prodotto viene destinato al consumo diretto;
  • ZONA B: il consumo umano avviene solo dopo un accurato trattamento di depurazione

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