Psoriasi, perché la nostra pelle si ammala? Cosa c’è da sapere (e i sintomi spesso silenti)

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La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle, molto comune nelle donne. È importante sapere che è infettiva ma assolutamente non contagiosa. Nella società attuale ne soffre circa il 3% della popolazione e colpisce prevalentemente elle fasce di età tra i 20 e i 30 anni e tra i 50 e i 60 anni. È una patologia cronica e soggetta a recidive.
Si manifesta con ispessimento della pelle e comparsa di placche, arrossamenti e infine desquamazione della zona.
La psoriasi, diversamente da quanto si crede, non colpisce solo la pelle: può presentarsi anche nei membri interni e predisporre lo sviluppo dell’artrite (artrite psoriasica) e di malattie cardiovascolari.

Non sono ancora del tutto chiare le cause della sua insorgenza: è certa la rilevanza della predisposizione genetica, ma sussistono anche diversi altri fattori ambientali, non ancora identificati in modo completo.

Si pensa spesso che lo stress e gli eventi traumatici siano cause di psoriasi ma, a dire il vero, non sussiste a oggi alcuna certezza scientifica a difesa di questa teoria. Di certo sono fattori scatenanti in soggetti geneticamente predisposti. È scientificamente provato che sussiste uno stretto legame tra sistema nervoso centrale e pelle e si sa che eventi stressanti possono agire sul sistema immunitario cutaneo. Ciò significa che, in una persona che ha già una predisposizione, lo stress e il nervosismo possono accentuare il problema. Continua a leggere dopo la foto


Anche il fumo di sigaretta e l’alcol aumentano l’infiammazione, così come l’obesità. Per questo motivo, vita sana, alimentazione equilibrata e attività fisica sono consigliate per evitare l’aggravarsi della situazione.
L’assunzione di alcuni farmaci cardiologici, antinfiammatori e antivirali può far peggiorare una psoriasi preesistente e certe infezioni, come la tonsillite e l’infezione da streptococco, possono agevolarne l’insorgere.

Nelle donne le alterazioni ormonali non migliorano certo la situazione. È tipico, per esempio, un peggioramento del quadro clinico in concomitanza col ciclo mestruale, la gravidanza e l’allattamento. L’assunzione della pillola contraccettiva poi peggiora sicuramente una psoriasi preesistente. Continua a leggere dopo la foto


È possibile classificare la psoriasi in diverse tipologie. In base all’estensione, può essere leggera, quando meno del 3% della superficie corporea è interessata dall’infiammazione. È moderata quando la percentuale arriva al 3-10% e grave quando supera 10%.

Dal punto di vista clinico, la psoriasi può essere distinta in: psoriasi a placche, circa l’80% dei casi; psoriasi pustolosa, il 3% dei casi; psoriasi eritrodermica (la più grave) il 3% dei casi. Poi c’è la psoriasi inversa che riguarda il 4% dei casi e colpisce ascelle, regioni sottomammarie, inguine, natiche e genitali e la psoriasi guttata che coinvolge il 10% dei casi. Ma come si manifesta?
I sintomi della psoriasi – le placche, l’arrossamento, la desquamazione, il prurito – possono rimanere silenti o molto lievi per sempre. O per lunghi periodi.
Può poi esplodere a seguito di stress o eventi traumatici. Continua a leggere dopo la foto

Normalmente d’estate l’infiammazione tende a regredire per poi peggiorare nei mesi invernali.
Diagnosticare una psoriasi è piuttosto semplice: durante la visita dermatologica, il medico può riscontrare soprattutto nei gomiti, nelle ginocchia, sul cuoio capelluto, arrossamenti e lesioni, pelle secca e pruriginosa.

Le cure sono tutte di tipo farmacologico: pomate ma anche farmaci biologici, che garantiscono un effetto rapido e duraturo.
Oltre all’assunzione dei farmaci, è importante che il paziente modifichi il proprio stile di vita cercando di ridurre lo stress. Nonostante non vi siano sperimentazioni scientifiche, si ritiene utile la pratica di attività rilassanti, come lo yoga, che possono aiutare a stare meglio.

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