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Gengive che sanguinano: le cause che vanno oltre lo spazzolino

gengive che sanguinano

Vedere del sangue mentre ci si lava i denti viene spesso attribuito a uno spazzolino troppo duro o a movimenti eccessivamente energici. Un piccolo trauma può effettivamente provocare un sanguinamento occasionale, soprattutto quando si comincia a usare il filo interdentale dopo molto tempo. Se il problema si ripete, però, non dovrebbe essere considerato normale.

Le gengive sane generalmente non sanguinano durante la pulizia quotidiana. Il sintomo può indicare un’infiammazione locale, ma può anche essere favorito da farmaci, cambiamenti ormonali, carenze nutrizionali o determinate condizioni di salute. Per comprenderne l’origine è importante osservare la frequenza, l’intensità e la presenza di eventuali altri disturbi.

Gengivite e parodontite

La causa più comune è la gengivite, un’infiammazione provocata soprattutto dall’accumulo di placca lungo il margine gengivale. Oltre al sanguinamento, le gengive possono apparire rosse, gonfie o sensibili e può comparire alitosi.

Senza un trattamento adeguato, la gengivite può progredire verso la parodontite, che interessa i tessuti e l’osso che sostengono i denti. Recessione gengivale, denti che sembrano più lunghi, mobilità dentale e alito cattivo persistente richiedono una valutazione odontoiatrica. Anche alimentazione e salute metabolica possono influire: obesità e diabete sono associati a un maggiore rischio di disturbi parodontali, come spiegato nell’approfondimento dedicato alla salute di bocca e denti.

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Farmaci che facilitano il sanguinamento

Anticoagulanti e antiaggreganti possono rendere più evidente il sanguinamento causato da una lieve infiammazione o da un piccolo trauma. Anche alcuni trattamenti medici possono modificare la risposta dei tessuti gengivali.

Non bisogna mai sospendere o modificare autonomamente una terapia prescritta. È invece opportuno informare il medico e il dentista, soprattutto quando il sanguinamento è comparso dopo l’inizio di un nuovo farmaco oppure interessa anche altre parti del corpo.

Gravidanza e cambiamenti ormonali

Durante la gravidanza, le variazioni dei livelli ormonali possono rendere le gengive più sensibili alla placca. La cosiddetta gengivite gravidica può manifestarsi con arrossamento, gonfiore e sangue durante lo spazzolamento.

Anche la pubertà e altre fasi caratterizzate da cambiamenti ormonali possono aumentare temporaneamente la reattività gengivale. Una corretta igiene orale e controlli periodici aiutano a evitare che l’infiammazione peggiori.

Carenze nutrizionali e altre condizioni

Una grave carenza di vitamina C può provocare fragilità e sanguinamento delle gengive, mentre la vitamina K partecipa ai normali processi di coagulazione. Prima di ricorrere agli integratori è però necessario parlarne con il medico: le carenze significative devono essere accertate e ne va individuata la causa. Per conoscere le principali fonti alimentari si può consultare la guida su dove si trova la vitamina C.

Più raramente, il sanguinamento persistente può essere associato a diabete non controllato, riduzione delle piastrine o disturbi della coagulazione. Come chiarisce il Manuale MSD sulla gengivite, anche infezioni, cambiamenti ormonali e alcuni farmaci possono contribuire all’infiammazione gengivale.

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Quando rivolgersi al dentista

È consigliabile prenotare un controllo se il sanguinamento dura più di una o due settimane, compare spontaneamente o si accompagna a dolore, gonfiore, pus, recessione gengivale o mobilità dei denti. Serve invece un rapido parere medico se è abbondante o associato a lividi frequenti, sangue dal naso, febbre o forte debolezza.

Nel frattempo, non bisogna smettere di pulire i denti: è preferibile utilizzare uno spazzolino a setole morbide, compiere movimenti delicati e usare strumenti interdentali adatti. Il sanguinamento è un segnale da interpretare, non un motivo per trascurare l’igiene orale.