
Lo sai che basta restare qualche minuto in meno sotto la doccia per incidere davvero su consumi energetici, spesa in bolletta e impatto ambientale? Molti non lo sanno, ma nella maggior parte dei casi è proprio la doccia a pesare di più sui consumi domestici. Uno degli aspetti più sottovalutati è la quantità di acqua che utilizziamo ogni giorno senza accorgercene. Una doccia di circa otto minuti può arrivare a consumare tra i 50 e oltre 100 litri di acqua. Ma il vero nodo non è solo il volume: è l’energia necessaria per riscaldarla. Nelle abitazioni italiane, il riscaldamento dell’acqua sanitaria rappresenta una delle voci più rilevanti dei consumi energetici. Ogni minuto in più sotto il getto caldo significa maggiore utilizzo di gas o elettricità e, di conseguenza, più emissioni di CO₂. Ridurre la durata della doccia, anche di poco, consente quindi di intervenire su tre fronti contemporaneamente: risparmio economico, minore spreco energetico e riduzione dell’impronta ambientale.
Leggi anche: Butti olio e grasso nel lavandino della cucina? Perché non devi farlo

Meno minuti sotto l’acqua calda, meno energia sprecata
Secondo alcune stime europee, accorciare la doccia di circa 3 minuti al giorno può portare a un risparmio annuo che può arrivare fino a 150 euro. Una cifra tutt’altro che trascurabile, ottenuta senza rinunce drastiche. Diversi studi sui consumi domestici evidenziano come l’acqua calda sanitaria rientri tra le abitudini più energivore della vita quotidiana. Spesso ci concentriamo sul riscaldamento, regolando con attenzione termosifoni e caldaia, ma tendiamo a ignorare l’impatto della doccia, che invece incide in modo costante e ripetuto. L’acqua calda richiede infatti uno sforzo immediato: ogni volta che apriamo il rubinetto, la caldaia deve portare rapidamente l’acqua da temperature molto basse fino ai circa 40 gradi che consideriamo ideali.

Il risparmio parte dai piccoli gesti quotidiani
Questo salto termico comporta un picco di consumo energetico che si ripete più volte al giorno. Non a caso, le stime europee indicano che una singola doccia calda di otto minuti può richiedere più energia rispetto al riscaldamento acceso per un breve periodo, soprattutto in case dotate di caldaie meno efficienti. Ridurre la durata della doccia anche solo di 3 minuti può tradursi in un risparmio economico significativo e in un taglio concreto delle emissioni di CO₂. Quando il riscaldamento è già ottimizzato, è la doccia a fare davvero la differenza.


