Stress da rientro? Si combatte con la tecnica “niksen”. Sta spopolando

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Torni dalle vacanze e dovresti essere riposato. Rigenerato, dice qualcuno. E invece no. Riprendere la routine può essere “traumatico”: il ritorno a casa, i mille impegni e scadenze da incastrare, le notti passate a dormire poco e male e la difficoltà a ritagliarsi del tempo per se stessi. Lo stress può prendere facilmente il sopravvento. Gli esperti dicono che la meditazione può essere di aiuto, ma ora, come riporta Elle, pare che il vero relax significhi semplicemente non fare niente per un breve periodo di tempo. Non fare nulla, avete letto bene.

Sembra facile ma non lo è. Fate una prova: sedetevi per un’ora in una stanza senza distrazioni di sorta. Dunque lontani da smartphone, tablet, pc e con la tv spenta. Siamo abituati a correre per tutta la giornata, quindi è probabile non resistere a lungo. Ma è proprio questo che insegna la nuova tecnica per il riposo. Si chiama “niksen”. Viene dall’Olanda, dove è già diventata un trend, ed è alla portata di tutti. Non c’è alcun training o regola da imparare ed è a costo zero perché, come anticipavamo, dobbiamo solo smettere di fare quello che si stava facendo e fermarsi dove ci si trova. Ci si ferma e basta, rinunciando al controllo, anche quello dei pensieri.

Stuart Heritage del Guardian ha provato questa tecnica durante una lunga giornata di lavoro. Si è allontanato dalla scrivania, si è seduto su una sedia e si è semplicemente fermato a far – più o meno – niente per un’ora. Ha detto che è stato “incredibile”, riporta ancora Elle. “Estraniarmi deliberatamente da quella situazione è stato fantastico. C’era una sensazione di libertà, di tranquillità. Siamo tutti così impegnati a fare quante più cose possibili che fermarsi all’improvviso ci sembra un lusso incredibile. O almeno lo è stato per circa 30 secondi, ovvero quando i pensieri hanno iniziato a prendermi d’assalto”.

“Stavo fissando fuori dalla finestra – ha proseguito -, ma allo stesso tempo stavo vedendo le dozzine di e-mail non lette che quasi sicuramente si stavano accumulando nella mia casella di posta. Poi mi hanno assillato le pulizie di casa, al cestino che doveva essere vuotato e ai podcast che avrei potuto ascoltare. Me ne vergogno, ma mi sono anche ritrovato a chiedermi se qualcuno avesse scritto dei tweet interessanti. Alla fine, sono riuscito a fare 10 minuti di niksen prima che il mio cervello smettesse di funzionare al minimo e mi dicesse di piantarla di fare il fannullone. Sono stati comunque 10 minuti molto belli”.
Certo, non è mica facile “spegnere il cervello” così, serve un po’ di allenamento: “La niksen non è qualcosa in cui puoi semplicemente immergerti, è più qualcosa che si scopre man mano. Ci vuole un po’ di tempo per raggiungere un livello di comfort in cui riuscire a fare felicemente nulla”, ha concluso.

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