Ormai l’Aloe vera è molto conosicuta, ma scopritene i segreti e quanto possa essere utile

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ACIDITA’ DI STOMACO

E’ spesso il sintomo di problemi diversi, ma in qualche modo collegati. L’esofagite, la gastrite, la duodenite, l’ulcera gastrica o duodenale, un’alimentazione scorretta troppo ricca di condimenti, l’uso di bevande alcoliche, di tabacco e di caffè, possono determinare quella fastidiosa sensazione di bruciore all’imboccatura dello stomaco.

A cura della Prof.ssa Maria Grazia Spalluto

Le numerose specie di Aloe vengono distinte fra
loro aggiungendo un secondo nome dopo Aloe;  la più famosa tra queste è senza dubbio l’Aloe Vera, le cui  foglie sono utilizzate a scopi curativi.

Per comprendere l’attività dell’aloe vera, la componente ad alto peso molecolare è senza dubbio più significativa. I componenti più
importanti sono:

POLISACCARIDI,composti formati    dall’unione di zuccheri semplici,tra il più importante è senza dubbio ilGlucomannano (o Acemannano) 

ENZIMA BRADICHININASI un antinfiammatorio naturale .

Le tre principali funzioni svolte dall’aloe sono:

1.    Funzione antinfiammatoria;

2.   Funzione cicatrizzante;

3.   Funzione Immunostimolante.

Da queste, e soprattutto dall’azione di stimolo delle difese immunitarie, derivano molti benefici su molte funzioni dell’organismo noti come “Effetto a Cascata”.

L’azione antinfiammatoria è forse la funzione più documentata. Il gel di aloe svolge una delicata azione calmante, lenitiva e rinfrescante sui tessuti infiammati riducendo il dolore. Questo succede indipendentemente dalla causa e dalla natura dell’infiammazione. Si hanno ottimi risultati sia su infiammazioni acute di natura traumatica che su infiammazioni croniche della pelle e delle mucose. Le stesse manifestazioni allergiche, che nella loro fase reattiva hanno sempre una componente infiammatoria reagiscono bene alla somministrazione ed applicazione esterna di gel di aloe.

Aloe come antinfiammatorio

L’azione antinfiammatoria naturale dell’aloe vera è almeno pari a quella dei formaci di sintesi a base di steroidi con il vantaggio che non introduce nell’organismo sostanze indesiderate e non produce tossine. Inoltre, come vedremo, l’aloe vera svolge anche una funzione di stimolo delle difese immunitarie assente nei comuni formaci antinfiammatori. In generale, tutte le malattie croniche che richiedono la somministrazione di steroidi reagiscono positivamente all’aloe.

L’attività antiflogistica dell’aloe è da attribuirsi soprattutto al sinergismo d’azione delle sostanze presenti nel fitocomplesso 

( STEROIDI VEGETALI, ENZIMA BRADICHININASI etc.)

I casi in cui 1’azione antinfiammatoria dell’aloe vera è importante sono:

ferite, scottature, geloni, lesioni da radiazioni, traumi sportivi, malattie della pelle, estrazioni e cure odontoiatriche, gengivite, disturbi del cavo faringeo, epatite, ulcera peptica, ulcere delle gambe, diabete e relative complicanze, artrite, problemi infiammatori del sistema digerente, punture d’insetto, applicazioni post-chirurgiche, psoriasi, eczema, borsite, tendinite, eritemi, lupus eritematoso, gotta, forfora, strappi muscolari, storte e mialgia.

Azione Cicatrizzante

 Pur essendo complementare all’azione antinfiammatoria, i meccanismi in cui l’aloe favorisce la cicatrizzazione dei tessuti sono di natura molto diversa, non più inibitori bensì di stimolo positivo delle cellule adibite alla formazione   e   alla   riparazione   dei   tessuti.

Principale responsabile di questo processo è il glucomannano. Questo agisce stimolando l’attività dei macrofagi e favorendo la crescita delle cellule e dei tessuti, la proliferazione dei
fibroblasti e della loro attività.
Il glucomannano agisce anche aumentando la
sintesi del collagene.
Anche gli ormoni vegetali dell’aloe svolgono un importante ruolo nei processi di                  cicatrizzazione, stimolando la
riproduzione cellulare.

I casi in cui l’azione cicatrizzante dell’aloe vera
è importante sono gli stessi in cui è desiderata
l’azione antiflogistica.

Ulcera peptica

E’ questa una delle applicazioni più diffuse del gel di aloe vera. Infatti, l’assunzione regolare del succo porta nella quasi totalità dei casi ad una completa guarigione. E’ significativo uno studio giapponese su 12 pazienti che utilizzarono il gel di aloe come unico rimedio (1963). Dopo 1 anno di trattamento il 100% dei pazienti era guarito. 

Disturbi a carico dell’apparato digerente.

L’assunzione di 170 mi di gel, suddiviso in tre momenti diversi della giornata per un periodo di 7 giorni in cui il campione di pazienti non aveva apportato nessun altra modifica alla propria alimentazione, stile di vita, si sono avuti i seguenti risultati:

1. Riduzione del 40% dell’attività putrefatti e una maggiore assimilazione delle proteine;

2. Un miglioramento nella composizione della flora batterica intestinale. E’ importante notare che questo risultato è stato ottenuto senza utilizzare fermenti lattici o supplementi analoghi. L’aloe riesce a creare un habitat ideale per la sopravvivenza e proliferazione di una sana flora batterica.

3. Riduzione della gravità specifica delle feci pari di 0,37 unità avvicinando così il valore a quelli ritenuti ideali. Ciò indica una maggior capacità di ritenzione di acqua da parte delle feci ed un più rapido transito intestinale. Non si verifica nessun caso di diarrea a dimostrazione

che l’aloe (il gel o succo e non le tradizionali preparazioni farmaceutiche indicate dalla Farmacopea Ufficiale) non ha un effetto lassativo. Il più rapido transito intestinale fu interpretato come un miglioramento del tono muscolare dell’apparato digerente.

4. Una pronunciata riduzione dell’acidità gastrica misurata da una riduzione del pH gastrointestinale di 1,88% unità. Ovviamente, questo effetto è benefico in tutti i casi di iperacidità. Dallo studio emerse anche che i soggetti in cui il pH variò in modo più significativo erano quelli che già soffrivano di iperacidità. Questi dati aiutano a capire il ruolo dell’aloe, vera in condizioni quali le ulcere duodenali e gastriche.

Depurazione e disintossicazione L’aloe vera svolge un azione sia depurativa che disintossicante. Anche in questo caso si tratta di un processo positivo, di stimolo delle difese immunitarie e di miglioramento delle funzioni digestive.

Dosaggi e Modalità d’uso

 Uso interno: 3 – 6 Cucchiai di succo diluito in acqua o puro, possibilmente lontano o prima dei pasti.

Uso Esterno: applicate sulla pelle il puro gel, 2-3 volte al giorno

• La liquirizia vanta molteplici proprietà e una lunga storia di utilizzo nella medicina

tradizionale cinese. È conosciuta principalmente come rimedio popolare

antinfiammatorio, antimicrobico, espettorante e tonico delle surrenali, ma anche

per i suoi effetti collaterali come l’aumento della pressione sanguigna, la ritenzione

idrica e l’eccessiva perdita di potassio in alcuni individui.

• La liquirizia contiene come principio attivo l’acido glicirrizico (conosciuto anche

come glicirrizina). Altri costituenti della liquirizia sono i flavonoidi, gli isoflavonoidi

e le cumarine.

• La forma deglicirrizzata della liquirizia si differenzia dalle altre per essere

caratterizzata dalla quasi totale assenza di glicirrizina, responsabile dei fastidiosi

effetti collaterali.

• I flavonoidi esplicano azione regolatrice dei fisiologici processi atti al controllo

della situazione infiammatoria agendo in caso di lesioni della mucosa gastrica

e duodenale.

• Favorisce l’integrità della mucosa gastrointestinale migliorando l’apporto di

sangue alla mucosa stessa e fungendo da tonico strutturale. In particolare si è

dimostrata utile nel sostenere la mucosa gastrica dal danno causato da certi

farmaci antinfiammatori.

• La liquirizia deglirrizzata si è dimostrata utile nell’inibire la crescita di Helicobacter

pylori in vitro.

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