
Leggere le etichette alimentari aiuta a confrontare prodotti simili e a compiere scelte più consapevoli. Colori, immagini e diciture come “naturale”, “light” o “ricco di…” possono attirare l’attenzione, ma le informazioni più importanti si trovano generalmente sul retro della confezione.
Iniziare dall’elenco degli ingredienti
Gli ingredienti sono riportati in ordine decrescente di peso: il primo è quello presente in quantità maggiore. Se zucchero, sciroppo di glucosio, grassi o sale compaiono nelle prime posizioni, significa che hanno un peso rilevante nella composizione.
Occorre ricordare che lo zucchero può essere indicato con nomi differenti, tra cui saccarosio, destrosio, fruttosio, maltosio, sciroppo di glucosio o concentrato di succo di frutta. Imparare a riconoscerli può essere utile per ridurre il consumo di zuccheri aggiunti.
Un elenco molto lungo non rende automaticamente un prodotto poco salutare. Tuttavia, la presenza di numerosi aromi, edulcoranti, emulsionanti e altri additivi può indicare un alimento fortemente trasformato. In questi casi è utile approfondire come riconoscere gli alimenti ultra-processati.

Controllare la tabella nutrizionale
La dichiarazione nutrizionale riporta normalmente energia, grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale. Secondo le informazioni del Ministero della Salute sull’etichettatura, questi valori devono essere presentati secondo lo schema stabilito dalla normativa europea.
Per confrontare due prodotti bisogna osservare i valori riferiti a 100 grammi o 100 millilitri, non soltanto quelli relativi alla porzione. Le porzioni dichiarate dai produttori possono infatti essere molto diverse e talvolta inferiori alla quantità realmente consumata.
È consigliabile prestare particolare attenzione a:
- zuccheri, soprattutto nei cereali, biscotti, bevande e yogurt;
- grassi saturi, frequenti in snack, dolci e prodotti da forno;
- sale, che può essere abbondante anche in alimenti dal gusto non particolarmente salato;
- fibre, generalmente più presenti nei prodotti integrali, nei legumi e in alcuni cereali.
Per esempio, quando si deve scegliere uno yogurt salutare, è utile confrontare zuccheri, proteine e ingredienti anziché affidarsi soltanto alle immagini sulla confezione.
Individuare allergeni e percentuali
Le sostanze che possono provocare allergie o intolleranze devono essere evidenziate nell’elenco degli ingredienti, spesso in grassetto o con caratteri differenti. Tra gli allergeni più comuni figurano latte, uova, soia, frutta a guscio, arachidi, pesce, crostacei e cereali contenenti glutine.
Quando un ingrediente viene messo in evidenza nel nome o nell’immagine del prodotto, l’etichetta deve generalmente indicarne anche la percentuale. Un alimento presentato come “allo yogurt”, “alle fragole” o “con cereali integrali” potrebbe contenerne meno di quanto suggerito dalla confezione.
Scadenza e termine minimo di conservazione
“Da consumarsi entro” riguarda alimenti molto deperibili e indica una data legata alla sicurezza. “Da consumarsi preferibilmente entro”, invece, segnala il periodo durante il quale il prodotto conserva al meglio le proprie caratteristiche: dopo tale data potrebbe essere ancora consumabile se integro e conservato correttamente.
Le regole generali sulle informazioni obbligatorie sono definite dal Regolamento UE 1169/2011, richiamato nella pagina del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicata all’etichettatura alimentare.
Leggere bene un’etichetta richiede pochi minuti: controllare ingredienti, valori per 100 grammi, allergeni, quantità reale e scadenza permette di andare oltre la pubblicità e valutare il prodotto per ciò che contiene davvero.
